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INCONTRO CON IL PRESIDENTE NAPOLITANO
notizia pubblicata in data: venerdì 8 giugno 2012
INCONTRO CON IL PRESIDENTE NAPOLITANO

Il territorio della Provincia di Mantova, nonostante il silenzio dei media nazionali, è stato duramente colpito dagli eventi sismici del 20 e del 29 maggio 2012. 16 sono i Comuni maggiormente colpiti, alcuni siti a pochi passi dal territorio emiliano: Moglia, San Giacomo delle Segnate, Quistello, Poggio Rusco, Suzzara, Villa Poma, San Benedetto Po, Felonica, Schivenoglia, San Giovanni Del Dosso, Sermide, Gonzaga, Pieve di Coriano, Motteggiana, Quingentole e Pegognaga.
Dal 2 giugno presso il Comune di Moglia – massimamente colpito dal sisma ed epicentro di alcune scosse - è insediato il centro di coordinamento territoriale con funzione di coordinamento delle attività di gestione dell’emergenza presieduto da un Comitato di coordinamento che vede la presenza del Responsabile dell’attuazione degli interventi, del Prefetto di Mantova, del Presidente della Provincia di Mantova, di rappresentanti dei vigili del fuoco, dell’esercito e delle forze dell’ordine, dei Sindaci dei Comuni danneggiati, coadiuvati da un Dirigente della UO Protezione civile della Regione Lombardia.
Sono ad oggi attive 17 strutture di accoglienza in 13 comuni, delle quali 2 gestite da Regione Lombardia con le colonne mobili - regionale a Moglia e provinciale a San Giacomo - le altre dai Comuni con il supporto delle organizzazioni di volontariato della protezione civile locale.
Il numero totale degli ospitati è di 2017 cui va ad aggiungersi, per fare una stima effettiva degli sfollati, il numero di coloro che colpiti da ordinanza di inagibilità – pari circa a 1.300 - hanno trovato provvisoria sistemazione altrove, per un totale complessivo che probabilmente si aggirerà intorno ai 3.000 sfollati.
Dal punto di vista dei danni, il sisma ha messo in ginocchio i centri storici, con pesanti ripercussioni sulla vita sociale e sul commercio locale. Molti Comuni vedranno cambiare radicalmente il volto dei propri centri.
Gravissimi sono i danni agli edifici di culto nonché ai municipi, alle scuole e ad altre strutture pubbliche adibite ad attività culturali e/o aggregative, che hanno compromesso la regolarità dei servizi e delle attività e che renderanno necessari demolizioni e lunghi interventi di ricostruzione o corpose ristrutturazioni.
Anche la viabilità ha subito importanti provvedimenti interdittivi o limitativi, il più rilevante dei quali riguarda il ponte di San Benedetto Po, vitale infrastruttura di congiungimento tra il Nord e il Sud della Provincia, attualmente chiuso al traffico pesante e presidiato dalla protezione civile. Nello stesso Comune di San Benedetto Po importanti lesioni ha subito il complesso monastico del Polirone.
Dal punto di vista del sistema produttivo, gli eventi sismici hanno devastato l’intero distretto dell’Oltrepo’  mantovano con pesanti ripercussioni sulla filiera agro-alimentare per quanto concerne la produzione di Grana Padano e Parmigiano Reggiano. Il valore della produzione danneggiata è pari a 130.000.000 euro. I formaggi danneggiati si attestano intorno al 40% della produzione complessiva annua della provincia di Mantova.
Gravemente compromessi risultano altresì altri settori produttivi – già peraltro provati all’andamento negativo dei mercati – quali il tessile, il legno, la meccanica, la tecnologia che hanno subìto, oltre ad un pesante fermo attività legato all’evento calamitoso, consistenti danni negli opifici e dove, peraltro si registrano una forte preoccupazione ed un’istanza di chiarezza in ordine al quadro normativo relativo alle agibilità degli edifici industriali.
Va peraltro sottolineata la multifattorialità del danno riportato dal sistema produttivo mantovano: un danno “diretto” che si esprime in termini di perdita di produzione e di produttività, ma altresì un danno “indiretto”, costituendo molte aziende e lavoratori mantovani un indotto del sistema produttivo emiliano ed in particolare delle aziende di Mirandola e Cavezzo a soli 20 km da Moglia.
Non va infine tralasciata la gravissima situazione delle famiglie, alcune delle quali, in un periodo già difficile come l’attuale, si vedono costrette ad affrontare lo spettro della cassa integrazione o addirittura della disoccupazione in conseguenza delle inagibilità delle aziende locali o emiliane, nonché le spese legate alla propria futura sistemazione abitativa in presenza di abitazioni talora gravemente lesionate o addirittura definitivamente compromesse.
Le amministrazioni comunali mantovane sono già fortemente impegnate nella ricerca di tutte le possibili forme di aiuto presso le istituzioni comunitarie, nazionali, regionali e provinciali, nonché le associazioni di categoria ed il volontariato al fine di evitare la disgregazione delle proprie comunità, la chiusura o la delocalizzazione di aziende e la rovinosa distruzione del tessuto commerciale.
In quest’opera non possiamo dimenticare e sin da ora ringraziare amministrazioni, associazioni e concittadini del territorio lombardo e nazionale per le quotidiane manifestazioni di solidarietà e di aiuto, nonché l’insostituibile lavoro dei vigili del fuoco, della protezione civile, dell’esercito, delle forze dell’ordine, della croce rossa, dei tanti volontari del territorio che si sono messi a disposizione e del nostro personale che ogni giorno instancabilmente opera al servizio della comunità e della ripresa.
Un’immediata ed incisiva azione dei Comuni e della Provincia di Mantova tuttavia non può prescindere da un forte impegno del Governo italiano atto a dare respiro in primis alle amministrazioni, anche attraverso un serio ripensamento del patto di stabilità per il 2012-2013 che consenta di liberare risorse.
Le popolazioni del territorio mantovano – tenaci e laboriose – sapranno mettere da parte la paura e lo sconforto e ricominciare, ma chiedono all’Italia di non essere lasciate sole nel dramma che le ha duramente colpite. Questo significherebbe cancellare, dal punto di vista produttivo, artistico, culturale e sociale, un’area vitale del nostro Paese.






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