Questa bella chiesa a tre navate presenta un insieme di linee architettoniche imponente e leggero. Pur essendo sotto l’impressione del barocco, conserva l’eleganza e la sveltezza del tardo rinascimento. Tra il Medioevo e l’Età Moderna, quando l’intera zona ricadeva sotto l’autorità spirituale della Diocesi di Reggio Emilia, ma sotto quella politica dello stato dei Gonzaga, in questo luogo si trovava un oratorio con la stessa intitolazione, mentre la chiesa parrocchiale, dedicata a S.Prospero, sorgeva nell’omonima località, gia all’epoca decentrata rispetto all’abitato della Villa de la Moja .Il passaggio di consegne avvenne intorno alla fine del sec XVI, quando fu costruita, in luogo dell’oratorio, la nuova chiesa di S.Giovanni Battista, a navata unica, due cappelle laterali e torre campanaria, completa di sagrestia e canonica. La consacrazione a Chiesa parrocchiale ha luogo nel 1609. Solo nel sec. XVIII, attraverso imponenti lavori di ampliamento e di allungamento, la chiesa assume la sua struttura attuale a tre navate. Nel sec. XIX si arricchisce della gradinata esterna, mentre tra il 1920-21 sarà completamente decorata all’interno da Ettore Pizzini. Contiene alcune tele di Giovanni Cadioli (sec. XVIII). Negli ultimi vent’anni rilevanti lavori di consolidamento strutturale e di restauro hanno restituito alla parrocchiale un aspetto di gradevole eleganza.
Di antiche origini, di sobria eleganza nella sua semplicità, la chiesa di Bondanello è a una sola navata con due cappellette laterali e il campanile. Custodisce uno dei frammenti della S.Croce, giunti in occidente, secondo la leggenda, per volontà di S.Elena, madre dell’imperatore Costantino (IV sec.). Per secoli la chiesa è stata alle dipendenze del Monastero di S.Benedetto.Nel 1460 è diventata parrocchiale. Nel 1603 cadde in rovina.Fu rifatta dalle fondamenta tra il 1663 e il 1669. L’iscrizione marmorea posta sul frontale, sotto la statua di S.Mauro, reca la data- 1699- di un ulteriore restauro. Fu rialzata e innovata nel 1886. Nel 1920 fu completamente decorata all’interno.Nel 1966, l’improvviso crollo di una parte dell’abside, mentre era in corso la visita pastorale del vescovo, rese necessari nuovi interventi di ristrutturazione, in occasione dei quali furono tolte tutte le decorazioni pittoriche.